{"id":1134,"date":"2025-11-22T11:46:16","date_gmt":"2025-11-22T09:46:16","guid":{"rendered":"https:\/\/enriconicolo.com\/?p=1134"},"modified":"2025-11-22T11:53:11","modified_gmt":"2025-11-22T09:53:11","slug":"mino-il-gigante-buono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/enriconicolo.com\/?p=1134","title":{"rendered":"Mino, il gigante buono"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"1134\" class=\"elementor elementor-1134\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-45b6b8da e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"45b6b8da\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-21ee154b elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"21ee154b\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\n<h3 style=\"text-align: center;\"><em>Persone di riferimento<\/em><\/h3>\n\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Li conoscemmo nell\u2019estate del 1968. Lui e sua moglie. Mino e Paola. All\u2019Hotel Bahia, dove la mia famiglia stava in vacanza, al mare, a San Benedetto del Tronto. Vivevano a Milano e non avevano figli. Se ricordo bene, lui era di Milano, lei di Casalmaggiore. Furono incuriositi da mio fratello, di circa due anni, che trotterellava tra i tavoli del ristorante dell\u2019albergo durante i pasti. Tra loro e noi nacque un\u2019amicizia, profonda, destinata a durare negli anni. Trascorremmo le vacanze insieme anche in altre estati. Mino e Paola vennero a trovarci a Roma. E noi andammo a Milano, a casa loro.<\/p>\n\n<p>Quell\u2019anno, a San Benedetto del Tronto, stavano con noi mio cugino e mia cugina, sicch\u00e9 eravamo un gruppetto di cinque bambini: io, mia sorella, mio fratello e i nostri due cugini. Mio padre ci intratteneva con attivit\u00e0 interessanti ma distensive, Mino ci proponeva giochi atletici, come le giravolte sulla sabbia, quando, afferrandoci dopo la nostra rincorsa, ci faceva roteare in aria e atterrare con una corretta postura, sorretti da lui.<\/p>\n\n<p>Mino, all\u2019epoca probabilmente non ancora cinquantenne, era di corporatura solida. Alto e massiccio, con i capelli scuri e radi sulla sommit\u00e0 del capo, aveva occhi anch\u2019essi scuri e uno sguardo buono e accogliente. In spiaggia stava costantemente in pantaloni lunghi, solitamente blu, e canottiera bianca, a piedi nudi, uno dei quali era protetto alla caviglia da una fascia elastica. Questo gli conferiva un\u2019aria singolare. Vestiva cos\u00ec soprattutto per ripararsi dal sole, per motivi di salute. Ma quella sorta di divisa, in mezzo a persone in costume da bagno, finiva per farlo apparire ulteriormente fuori dall\u2019ordinario, un uomo incurante delle mode e delle convenzioni, un allenatore o addirittura un educatore esistenziale. S\u00ec, perch\u00e9 lui, tra l\u2019altro, non lesinava lezioni di vita.<\/p>\n\n<p>Mino aveva un atteggiamento lievemente distaccato e ironico. Cos\u00ec, prendeva bonariamente in giro noi bambini, in dialetto milanese, per le nostre ingenuit\u00e0 e per le nostre incapacit\u00e0 e inefficienze nelle prestazioni sportive. E lo stesso faceva con mio padre, per i suoi interessi culturali, quando pap\u00e0 coinvolgeva tutti noi nella visita dei pi\u00f9 impensati luoghi d\u2019arte durante le vacanze estive. Ricordo che in una di queste gite, transitando per Bertinoro, Mino sollev\u00f2, spostandola di lato, una Fiat 500 che, in una curva al centro della citt\u00e0, col paraurti anteriore era andata a incastrarsi in quello della sua automobile.<\/p>\n\n<p>Mino ci voleva bene. Ma, a suo modo, sapeva anche essere severo. E incuteva timore. Nell\u2019estate in cui eravamo in vacanza a Cervia, nel 1970, io mi divertii a scrivere con un dito sul cofano impolverato della sua splendida Lancia Fulvia Berlina blu scuro. Lui mi redargu\u00ec duramente, dicendomi che avevo prodotto una scritta indelebile, causando un danno. Me lo dimostr\u00f2 dopo aver delicatamente rimosso la polvere depositata, pulendo il cofano con acqua. Con mio grande stupore, sulla superficie metallica ora scintillante i caratteri della scritta a tema calcistico che avevo accuratamente vergato erano ancora l\u00ec sulla vernice dell\u2019automobile, ad accusarmi, irriducibili, e a inchiodarmi alle mie responsabilit\u00e0.<\/p>\n\n<p>Molto presto il nostro amico gigante divenne per noi una sorta di personaggio speciale, da ammirare e magari da imitare, non solo per le sue caratteristiche muscolari e caratteriali, ma anche per l\u2019interesse che suscitavano in noi le storie che ci raccontava, relative a episodi della vita che aveva vissuto.<\/p>\n\n<p>Aveva contratto il tifo ai tempi della Seconda Guerra Mondiale e si era curato efficacemente con l\u2019ausilio del vino. Da giovane aveva praticato il pugilato. E una volta &#8211; ci disse &#8211; aveva difeso la sua Paola e se stesso da un\u2019aggressione, in una taverna, mettendosi con lei in un angolo del locale e mandando al tappeto con i pugni, uno a uno, gli assalitori che via via si avvicinavano e gli comparivano davanti per attaccarlo. Queste e altre storie ci avevano assai colpito e lo avevano reso ai nostri occhi un beniamino, anzi, nel nostro immaginario, quasi una figura mitica.<\/p>\n\n<p>Quando lo abbiamo conosciuto, lui era caporeparto in un\u2019importante azienda di telecomunicazioni della Brianza e si occupava di circuiti stampati. Ricordo che raccont\u00f2 dettagliatamente a noi bambini come questi componenti venivano prodotti attraverso lavorazioni chimiche in apposite vasche. E noi lo ascoltavamo con molta attenzione. Fu proprio in quell\u2019estate del \u201968, facendo un giro in pattino con Mino, che appresi da lui il concetto di Hertz, l\u2019unit\u00e0 di misura della frequenza, non potendo allora immaginare che quindici anni dopo sarei diventato un ingegnere elettronico, con indirizzo sistemi di telecomunicazione. Quando nel pomeriggio del 22 marzo 1983 mi laureai, in serata sentii il desiderio di darne subito notizia a Mino e gli telefonai per farlo partecipe.<\/p>\n\n<p>Molti, specie nella loro infanzia e giovent\u00f9, hanno conosciuto persone che hanno costituito per loro un riferimento morale, un modello cui guardare, un esempio cui ispirarsi nelle scelte della propria vita. Ecco, Mino e Paola hanno lasciato una traccia nella mia famiglia d\u2019origine. E lui, a noi che nel \u201968 eravamo piccoli, dava l\u2019impressione che c\u2019era un gigante buono che sapeva tante cose e che era in grado di proteggerci, come aveva fatto quella volta per difendere Paola, tirando di boxe.<\/p>\n\n<p>A me suscitava perfino l\u2019illusione che nella vita potesse esserci qualcuno capace di rassicurarti e di tirarti fuori da qualsiasi situazione.<\/p>\n\n<p>\u00a0<\/p>\n<h6>Finito di scrivere il 6 agosto 2025<\/h6>\n<h6><\/h6>\n<h6>Data di pubblicazione online: 22 novembre 2025<\/h6>\n<h6><\/h6>\n<h6>Copyright \u00a9 2025 Enrico Nicol\u00f2<\/h6>\n<h6><\/h6>\n<h6>Questo scritto \u00e8 un\u2019opera originale protetta dalla legge sul diritto d\u2019autore. Ogni diritto \u00e8 riservato. \u00c8 vietata la copia, la riproduzione e la diffusione, anche parziale, senza autorizzazione scritta dell\u2019autore.<\/h6>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Persone di riferimento \u00a0 Li conoscemmo nell\u2019estate del 1968. Lui e sua moglie. Mino e Paola. All\u2019Hotel Bahia, dove la mia famiglia stava in vacanza, al mare, a San Benedetto del Tronto. Vivevano a Milano e non avevano figli. Se ricordo bene, lui era di Milano, lei di Casalmaggiore. 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Ci recavamo presso un bar dove c\u2019era una cabina telefonica pubblica e chiedevamo\u2026","rel":"","context":"In &quot;Collezione di ricordi&quot;","block_context":{"text":"Collezione di ricordi","link":"https:\/\/enriconicolo.com\/?cat=54"},"img":{"alt_text":"","src":"","width":0,"height":0},"classes":[]},{"id":1167,"url":"https:\/\/enriconicolo.com\/?p=1167","url_meta":{"origin":1134,"position":3},"title":"Ce l\u2019ho, ce l\u2019ho, mi manca","author":"EnricoNicolo","date":"20\/12\/2025","format":false,"excerpt":"Il fascino delle collezioni di figurine \u00a0 Da bambino e da ragazzo ho fatto varie collezioni di figurine. Poi ho dato una mano ai figli, che facevano le loro raccolte. Quindi ho assistito i nipoti nel completamento dei loro album. Oggi, forse, prevalgono le raccolte dei calciatori. 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