{"id":854,"date":"2025-10-09T11:32:28","date_gmt":"2025-10-09T09:32:28","guid":{"rendered":"https:\/\/enriconicolo.com\/?p=854"},"modified":"2025-10-09T11:33:25","modified_gmt":"2025-10-09T09:33:25","slug":"la-via-dellintravvedere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/enriconicolo.com\/?p=854","title":{"rendered":"La via dell&#8217;intravvedere"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"854\" class=\"elementor elementor-854\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3e2493fa e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"3e2493fa\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3237e6f5 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"3237e6f5\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\n<p>Come tutti hanno sperimentato, in un bambino le sensazioni precedono i ragionamenti. O meglio, un bambino ragiona per sensazioni e su di esse lentamente fonda la natura dei suoi ragionamenti futuri. A cinque sei anni, fui fortemente attratto dall\u2019immagine dell\u2019Addolorata, cos\u00ec come mi si presentava durante l\u2019ultima scena della processione del Gioved\u00ec Santo a Marsala, quando la sua statua \u2013 bianca soltanto in viso e il resto avvolto nel nero del lutto \u2013 giungeva accompagnata dalla banda che suonava una marcia funebre. Il momento era terribile, atteso e annunciato dalle note.<\/p>\n\n<p>Al passaggio della <em>vara<\/em> alcuni piangevano; altri, molti, avevano gli occhi lucidi. Era impossibile restare indifferenti. Anche uomini che pure abitualmente recitavano un cupo distacco si mostravano scossi. Tutti sembravano chiaramente toccati dalla dolorosa coscienza della morte del Figlio e dello straziante dolore della Madre \u2013 da un sentimento che si impossessava del cuore, attraverso il suono e il lento dondolio della statua. Ricordo ancora una donna gridare: \u201cMarunnuzza mia, u chianciri!\u201d (Madonnina mia, non piangere).<\/p>\n\n<p>Per questa via, un po\u2019 del senso del Nuovo Testamento giungeva anche a gente che forse non l\u2019aveva mai letto. Allo stesso modo, a partire dalle processioni e dalle feste religiose nacque in me l\u2019amore per le immagini e per il teatro. A questo proposito mi viene qui da citare un brano del filosofo Rosario Assunto che \u00e8 nel volume <em>Infinita contemplazione. Gusto e filosofia nell\u2019Europa barocca<\/em>: \u201ci vocaboli <em>teatro<\/em> e <em>spettacolo<\/em> ricorrono per designare il mondo terreno, reale e la pi\u00f9 che reale verit\u00e0 del Regno Celeste, quale i pittori barocchi lo anticipavano, illusionisticamente rappresentandolo all\u2019interno delle chiese, nei catini absidali, nelle cupole, nelle volte affrescate: spettacolo, nel senso teatrale; rappresentazione a cui i devoti assistevano integrandovisi, e idealmente completandovi l\u2019altra rappresentazione: quella liturgico-mondana delle funzioni sacre, nella quale essi, press\u2019a poco come in teatro, erano spettatori ed attori al medesimo tempo\u201d.<\/p>\n\n<p>Era questa una realt\u00e0 fortemente segnata soprattutto dall\u2019opera della Compagnia di Ges\u00f9, di Ignazio di Loyola (1491-1556), il quale nei suoi <em>Esercizi spirituali <\/em>invita allo sforzo immaginativo, in modo particolare nel quinto esercizio della prima settimana, quando chiama i novizi a concentrarsi fino a <em>videre visu imaginationis<\/em> le fiamme dell\u2019inferno e a sentire l\u2019odore dello zolfo e la puzza della putredine attraverso l\u2019<em>imaginario etiam olfacto<\/em>.<\/p>\n\n<p>Con estrema lucidit\u00e0, Ignazio \u00e8 sulle orme di Massimo il Confessore (580-662), di Giovanni Damasceno (675-741) come di Stefano il Giovane (715-764), il quale pronunci\u00f2 una frase che sembra tutt\u2019uno con l\u2019esercizio spirituale che abbiamo appena citato: \u201cPer tramite dei segni sensibili veniamo rapiti in estasi fino alle loro cause\u201d. Citando questa frase viene, naturalmente, da pensare a quale importanza, a partire dalla <em>rinascita carolingia,<\/em> ha avuto nel cristianesimo occidentale la musica gregoriana.<\/p>\n\n<p>Il mondo sensibile pu\u00f2 \u2013 e deve \u2013 essere trasformato in una <em>scala lapidis<\/em>, in un mezzo per giungere al tetto della <em>Casa<\/em> e che, per questa sua natura, diventa l\u2019immagine simbolica del processo alchemico, che altro non \u00e8 che una grande trasformazione interiore attraverso il mondo fenomenico, dove niente ha a che fare con certe fantasie presentate in taluni programmi televisivi a uso di un pubblico ormai disabituato alla contemplazione e costantemente alla ricerca di sensazioni forti.<\/p>\n\n<p>Quest\u2019ultima considerazione pu\u00f2 sembrare in netto contrasto con quanto affermato all\u2019inizio di questo testo. Ma non \u00e8 cos\u00ec. La fortissima sensazione del passaggio dell\u2019Addolorata avveniva, infatti, all\u2019interno di una realt\u00e0 che aveva come fine \u2013 e come risultato \u2013 la contemplazione e la <em>pietas<\/em>. Mentre le sensazioni <em>forti<\/em> che vengono dalle rappresentazioni filmiche e televisive dei nostri giorni sono fine a se stesse. In esse, il vedere e il sentire non hanno niente a che fare con l\u2019Assoluto \u2013 con quella che resta invece l\u2019origine e la vera meta.<\/p>\n\n<p>Enrico Nicol\u00f2 segue, invece, con altri mezzi, la via attraverso la quale l\u2019Addolorata si \u00e8 presentata ai miei occhi di bambino; un lavoro che fa del vedere un cammino spirituale. E, in questo senso, appartiene alla pi\u00f9 autentica tradizione del cristianesimo, che, come abbiamo gi\u00e0 accennato, ha nel vedere uno dei suoi punti di forza. Si tenga conto, ad esempio, che nel capitolo 20 del suo Vangelo, Giovanni usa per ben 13 volte il verbo <em>vedere<\/em>, in una progressione che \u00e8 stata evidenziata dal gesuita Ignace de la Potterie (1914-2003) \u2013 che si presenta come il passaggio fondamentale attraverso il quale Tommaso giunge a credere alla resurrezione di Cristo. \u201cPerch\u00e9 mi hai veduto, hai creduto\u201d (20,29).<\/p>\n\n<p>Il vedere \u00e8 la via dei semplici, che non hanno \u2013 che non abbiamo \u2013 l\u2019ingegno di Tertulliano, il quale, in <em>De carne Christi<\/em>, diceva: \u201c\u00c8 morto il figlio di Dio, e questo \u00e8 credibile proprio perch\u00e9 \u00e8 assurdo. \u00c8 sepolto e risorto: e questo \u00e8 certo perch\u00e9 impossibile\u201d.<\/p>\n\n<p>Enrico Nicol\u00f2 persegue la via del vedere, o meglio, dell\u2019intravvedere. Prima di lui altri avevano creato (gi\u00e0 nell\u2019Ottocento) delle immagini fotografiche di alcuni momenti dei vangeli. Egli per\u00f2 segue una via tutta particolare: li ripercorre in gran parte e usando, per la prima volta, un\u2019accentuazione del cosiddetto <em>fuoco morbido<\/em> introdotto dal fotografo inglese David Wilkie Wynfield (1837-1887), dal quale pass\u00f2 a Julia Margaret Cameron (1815-1879).<\/p>\n\n<p>Ogni immagine viene accompagnata da una didascalia costituita da un versetto dei vangeli. Significativamente, la prima fotografia rimanda a Matteo 4, 16: <em>Il popolo immerso nelle tenebre ha visto una grande luce<\/em>. Enrico Nicol\u00f2 comincia dunque da dove \u00e8 giusto cominciare: dalla luce, per parlare di quello che nei vangeli \u00e8 la Luce.<\/p>\n\n<p>Di fronte a queste immagini di Nicol\u00f2 forse anche alcuni iconoclasti non avrebbero avuto niente da dire. Nelle immagini del nostro fotografo, infatti, nulla esattamente si vede. Per dare chiarezza al tutto c\u2019\u00e8 bisogno della parola della Scrittura, della luce del cuore e del ragionamento. E questo \u00e8, per me, un grande risultato.<\/p>\n\n<p>Diego Mormorio<\/p>\n\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Diego Mormorio, <em>La via dell&#8217;intravvedere<\/em>, in \u201cEnrico Nicol\u00f2, <em>Sgrid\u00f2 i venti e il mare &#8211; Intuizioni di immagini dai Vangeli<\/em>, Palombi Editori, Roma, 2013\u201d, pagg. 12-14.<\/p>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come tutti hanno sperimentato, in un bambino le sensazioni precedono i ragionamenti. O meglio, un bambino ragiona per sensazioni e su di esse lentamente fonda la natura dei suoi ragionamenti futuri. 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